Dopo mesi e mesi di inspiegabile paralisi, L'Opinabile - altrettanto inspiegabilmente - torna a pubblicare. E lo fa la domenica della seconda giornata di serie A.
Il campionato era cominciato all'insegna delle sorprese, mostrandoci nessuna delle squadre cosiddette "grandi" in grado di imporsi sugli avversari. Inter e Roma avevano diviso la posta in palio rispettivamente con Samp e Napoli. Il Milan addirittura cadeva in casa con una neopromossa, il Bologna. Fiorentina e Juve, nel big match, non riuscivano ad andare oltre il pari.
Ad oggi le capoliste, e questa è la vera sorpresa, sono Lazio e Atalanta. Già, perchè i biancocelesti, dopo il 4-1 di Cagliari, regolano 2-0 la Sampdoria di Cassano. Zarate ha confermato con un gran gol che la prima di campionato non era stata banalmente la sua giornata fortunata. Pandev non aveva nulla da confermare, ma ha timbrato ancora il tabellino dei marcatori. Sembra un'altra squadra, la Lazio di Delio Rossi. Più cinica, più capace di soffrire senza subire, e di colpire spietatamente.
L'Atalanta di Del Neri, invece, festeggia la testa della classifica con la prima vittoria in trasferta ai danni del Bologna, steso dalla rocambolesca rete di Guarente.
Ora, fatti gli onori alle provvisorie capoliste, parliamo di altre sorprese. Brutte sorprese, per la precisione. La più brutta è la sconfitta del Milan a Marassi, col Genoa di Milito. I rossoblù di Gasperini piegano 2-0 la banda di Ancelotti, che nel primo tempo schierava un attacco di palloni d'oro (Kakà, Ronaldinho, Shevchenko). La rete di Sculli suggellava la supremazia rossoblù in campo. Il rigore di Milito a tempo scaduto legittimava ulteriormente quanto visto, ossia la perfezione tattica dell'undici genoano e lo smarrimento di quello rossonero. Ancelotti, per quanto Galliani ne dica, è sulla graticola.
Il Napoli, dopo il prestigioso 1-1 d'esordio all'Olimpico con la Roma, fa sua la partita del San Paolo contro i viola di Prandelli. Che però si erano portati in vantaggio con una rete di Mutu, in realtà da annullare per offside. E allora la giustizia divina del calcio è scesa in campo per regalare la vittoria ai partenopei, che porta la firma del solito Hamsik - già alla seconda realizzazione in campionato - e del neoacquisto Maggio.
Il Siena, con le reti di Calaiò e Ghezzal, batte 2-0 il Cagliari di Allegri, che resta a quota zero in compagnia del Milan. Va però detto che ai sardi è stato annullato per fuorigioco un gol di Larrivey, in realtà regolare.
Stesso punteggio nella partita Lecce-Chievo e primi tre punti per i pugliesi, grazie alle reti di Caserta e Castillo.
Non è bastato invece al Torino il gran gol di Amoruso, che aveva portato in vantaggio i suoi contro la sua ex-squadra, la Reggina. Gli amaranto di Nevio Oralndi, infatti, agguantano il pari grazie alla sfortunata autorete di Di Loreto.
Ieri una Roma decimata dagli infortuni cadeva al Barbera sotto i colpi di Fabrizio Miccoli, che ha operato la rimonta dopo l'iniziale vantaggio giallorosso siglato da Julio Baptista. L'infermeria piena, la doppietta del folletto ex-Juve e il tris definitvo di Cavani negano ancora la prima vittoria agli uomini di Spalletti.
Invece l'Inter - sempre ieri - superava, anche se faticosamente, il Catania di Zenga. Dopo essere passati in svantaggio per la rete di Plasmati, i nerazzurri riequilibravano con Quaresma le sorti della gara dopo un solo minuto. La rete definitva arrivava poi a tempo scaduto per un'autorete di Terlizzi.
Con questi risultati e questa classifica, i bookmakers possono anche andare in pensione. Ma che restino comunuqe nei paraggi, nel calcio non si può mai sapere. Forse un giorno le statistiche ricomincerannno a contare qualcosa e le classifiche ricominceranno a venire stilate sulla carta. Per ora, il campo sta imponendo la sua legge. Assurda, ma è sempre legge.
Gabriele Monteduro